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Aggiornamento Comunicati Stampa, link dei nostri comunicati
view post Posted on 7/12/2007, 15:36Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 21/11/2009, 18:12


ABOLIRE L'ERGASTOLO? NO GRAZIE ! http://www.azionegiovani.org/abolire-l039ergastolo-no-grazie

Lord Jack,

Comandante Imperiale - III Flotta -
 
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view post Posted on 1/8/2008, 13:18Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 21/11/2009, 18:12


TIBET (spoletonline, newgol, spoletomix)
(http://www.newgol.com/articolo_mondo_2008mar16_00002360.html)

Da Spoleto al Tibet: sarebbe bello vedere una gara di solidarieta' nei
confronti del popolo tibetano che in questi giorni sta soffrendo la
repressione del governo cinese. Un ultimatum macabro sembra dare poco scampo
ai monaci buddisti: arrendersi e finire nelle prigioni con la "benevolenza
del Governo cinese", oppure continuare a resistere e in quel caso in governo
cinese (che intanto si e' gia macchiato di 80 morti in due giorni secondo il
governo tibetano in esilio) "non rispondera' delle proprie azioni", il che
vuol dire strage.
Siamo convinti che in questa domenica delle Palme, sia importante ribadire
un concetto tanto cristiano quanto universale, ovvero che nessun uomo e' un
isola. Per questo sarebbe importante che una citta' di cultura, di "festival
dei due mondi" e di valori cristiani come Spoleto sia solidale con il popolo
tibetano.
Ci sono degli uomini nel Tibet cinese che stanno protestando per avere piu'
diritti, per la sopravvivenza della propria cultura e per chiedere
l'autonomia del Tibet rispetto alla Cina. Infatti in pochi sanno che il
Dalai Lama non chiede la creazione di un nuovo Stato, ovvero l'
indipendenza, ma solo un governo regionale autonomo: un modo in piu' per
marcare la totale estraneita' di interessi politico strategici del popolo
tibetano che vuole semplicemente mantenere le proprie tradizioni e la
propria cultura.
Ad oggi il governo comunista - ogni tanto e' il caso di ricordarlo al di la
dell'emergente borghesia cinese e delle olimpiadi, e' opportuno sapere che
esiste ancora una dittatura di partito in quel paese - impedisce qualsiasi
tentativo di rivendicazione dei piu' semplici diritti umani per i tibetani.
Negli ultimi anni il Governo cinese ha incentivato una massiccia emigrazione
cinese verso il Tibet, per far diventare gli stessi tibetani minoranza nel
proprio paese, anche attraverso aborti forzati e l'imposizione di matrimoni
misti
Decine di migliaia di tibetani sono stati uccisi senza processo negli
anni solo
in base al sospetto di attività anticomuniste emolti tibetani imprigionati
sono morti in seguito alle brutalità, alle privazioni ed ai lavori forzati.
Pare vi siano state anche operazioni di sterilizzazione e matrimoni forzati
con i cinesi al chiaro scopo di eliminare la razza tibetana nel giro di
poche generazioni. I militari cinesi hanno bombardato e distrutto centinaia
di monasteri mentre altri sono stati demoliti. In base a questi fatti ed
alle prove ottenute la Commissione Internazionale dei Giuristi dichiara la
Repubblica Popolare Cinese colpevole di genocidio e le attribuisce l'intento
di distruggere i tibetani in quanto gruppo nazionale, etnico, razziale e
religioso.
Spesso in Italia, in Umbria e anche a Spoleto, si fanno iniziative volte
alla collaborazioni economiche con aziende cinesi, e ci si vanta
dell'apertura di "affari" con questo o quel personaggio o azienda orientale;
ad oggi pero' non e' possibile intraprendere iniziative con aziende cinesi o
rappresentanti del governo cinese senza ricordarsi della repressione che sta
vivendo il popolo tibetano. Non possiamo chiudere gli occhi e pensare solo
al dio denaro. Per questo speriamo che la prossima iniziativa locale che ha
come tema la Cina, non sia piu' per mero interesse economico, ma che guardi
ai problemi della Cina moderna, problemi etici, morali e di diritti umani
stralciati. Problemi di tutti e non di pochi.

LE ACCUSE AL PAPA NON RENDONO ONORE ALLA LAICITA'
(http://www.folignonline.it/index.php?sezio...oli&paginafrom=)
Laicamente parlando si puo' dire che e' stato uno degli atti piu' gravi nei rapporti tra l'Italia e il Capo di Stato di un altro paese sovrano; oggi siamo nelle pagine di tutti i principali giornali del mondo, ancora una volta presi in giro e sbeffeggiati: dopo gli italiani monnezzari, ora si parla degli italiani anticlericali e provinciali, di un ritorno al Medioevo e alle battaglie tra guelfi e ghibellini, dove una certa arroganza ateo-massimalista mascherata da paladina del laicismo riesce a imporre le proprie idee su tutto e su tutti.

La Sapienza, che ricordo nacque per volonta' di un Papa, e' una pietra miliare dell'istruzione italiana, tra le piu' grandi universita' europee, ieri e' stata messa in ginocchio da un pugno di studenti dei "collettivi" massimalisti che hanno occupato indegnamente il Rettorato con beceri striscioni anticlericali e orgogliosamente antipapalini (sempre citando le scritte dei loro striscioni). Il tutto per una questione che risale a secoli fa: il processo a Galileo! Ovviamente non possiamo dimenticarci di quegli "intellettuali", di quei professori ex sessantottini che hanno ispirato la protesta: arrogandosi la carica di avvocati di Galileo Galilei hanno lanciato moniti e inneggiato alla protesta pur di non far venire il Santo Padre nella "loro" universita'.

La parola "universitas" deriva appunto dall'universalita' dei saperi, e che piaccia o no anche la teologia rappresenta un sapere – quindi con il pieno diritto di far conoscere il proprio mondo e le proprie idee in sede universitaria. Chi e' laico e vorrebbe vivere in una societa' democratica e priva di intolleranza non va di certo a occupare aule di universita'per imporre il proprio pensiero. Voltaire, uno dei padri della filosofia e delle teoria dello stato laico e democratico, pur essendo contro il potere temporale della Chiesa, nutriva pieno rispetto per la sfera spirituale dell'individuo e per i grandi filosofi religiosi e soprattutto aveva ancora piu' grande rispetto per chi non la pensava come lui: "non sono d'accordo con quello che dite ma mi battero' fino all'ultimo respiro affinche' possiate dirle" era il suo motto. E questo e' il principio di liberta' a cui molti stati democratici e laici si basano: principio evidentemente tradito dalla censura dei paladini della laicita' della Sapienza.

Inoltre la manipolazione di certi intellettuali sulle parole dette da Ratzinger riguardo a Galileo non hanno lasciato spazio ad alcun dialogo e alcuna giustificazione: nessuno di quei ragazzi del collettivo si e' andato a rivedere quanto detto dal Papa su Galilei. In pochi forse sanno che l'allora Cardinale Ratzinger non fece altro che citare le parole di un filosofo e che anzi alla fine del discorso si discosto'da questa teoria giustificatrice della sentenza. Solo le persone piu' informate conoscono la profonda fede cristiana e cattolica di Galileo Galilei, citata in piu' suoi scritti (anche precedenti all'abiura) e che certamente questo grande scienziato mai avrebbe osato fare gesti clamorosi e goliardici come quello di contestare il Papa o lo Stato della Chiesa. Galileo era uno scienziato profondamente credente, e le sue teorie non cancellarono la sua fede ma anzi la rafforzarono perche' era convinto di essere il primo ad aver capito come funzionava il mondo creato da Dio. Purtroppo il suo tentativo di farlo capire agli intellettuali e alla Chiesa dell'epoca falli' miseramente poiche' forse ancora gli uomini di allora non erano pronti a quelle idee cosi' rivoluzionarie. Ma ogni uomo che ha tentato nella Storia di portare innovazione e idee rivoluzionarie e' stato trattato alla stessa maniera: non solo uomini di scienza, ma anche uomini di fede come lo stesso Gesu' Cristo poi messo in croce o come Giovanni Battista.

Volutamente ho voluto dare una difesa laica nei confronti di Papa Benedetto XVI, cercando di dimostrare che anche dal punto di vista della laicita' e usando la ragione e' possibile difendere la religione e i suoi rappresentanti che meritano sempre rispetto. Non sono un intellettuale, ma un fedele laico convinto che la ragione e la fede non possano fare a meno l'una dall'altra per potersi comprendere e tollerare: un po' come quello che tento' di fare tanti secoli fa' il grande Galileo.


SUL NUCLEARE
(http://www.spoletonline.com/index.php?sezi...om=&paginafrom=)
MICHAEL SURACE RISPONDE A MARIOTTINI SUL NUCLEARE "Il paradosso sono i 'finti ambientalisti'. non la 'destra'"
Vedo il sig. Mariottini molto "energico" contro l'energia nucleare (perdonate il gioco di parole) tralasciando però alcuni piccoli particolari che nel corso di questi mesi sono emersi nei vari dibattiti discussi proprio su spoletonline.


Quando qualche mese fa, e i lettori più attenti forse se ne ricorderanno, provai a sostenere una Spoleto che funzionasse finalmente ad energia pulita con energia eolica, solare e idroelettica, ma alcuni semplici cittadini e anche alcune associazioni ambientaliste (!?) remarono contro tirando fuori ogni sorta di scusante: l'eolico deturpa il paesaggio ed è rumoroso, le pale "rubano troppo spazio", il fotovoltaico costa troppo nell'installazione dell'impianto e i pannelli vanno cambiati ogni due anni, addirittura c'è chi sosteneva che l'eolico era un pericolo per i poveri stormi di uccelli che potevano "casualmente" passarvi sopra, infine proteste delle associazioni di rafting e di pesca contro l'idroelettrico perchè prosciuga i corsi d'acqua naturali.

Con tutta la buona volontà, a parte le leggende degli stormi di uccelli che si suicidano sulle pale eoliche, credo che tutte queste inutili giustificazioni, siano figlie tanto di una impostazione ideologica ormai datata e non al passo coi tempi quanto (ed è evidente per le associazioni) per chi ha interessi corporativi affinché non si tocchi il proprio orticello.

Se in una città come Spoleto che vive di Ambiente, Cultura, Enogastronomia e Turismo non ci si mette d'accordo sull'utilizzo di fonti rinnovabili, come potrà mai il territorio nazionale mettersi d'accordo?

Sono certi atteggiamenti di persone che si definiscono "ambientaliste" - ma perfortuna ancora qualche associazione veramente ambientalista ha saputo apprezzare invece il mio intervento - insieme a certe aree estremiste di qualche partito a frenare lo sviluppo dell'energia rinnovabile in Italia, ed è per questo che è nato il caso nucleare ed i cittadini, secondo recenti sondaggi, sono disposti a riaprire centrali nucleari in Italia pur di vedersi la bolletta diminuire o far sparire la cappa di fumo generate da certe centrali a carbone soprattutto nel Sud Italia.
Con il risultato che a Spoleto non si potrà mai utilizzare l'energia eolica perchè le sette pale, e sottolineo sette, che basterebbero per illuminare almeno l'80% della città deturperebbero il paesaggio, però il Comune approva la realizzazione dei palomostri che non servono assolutamente a nulla, fanno batter solo cassa al Comune e il risultato è sempre quello di deturpare il paesaggio.
Questo è il vero paradosso caro Mariottini, non la "destra", ma i "finti ambientalisti" permettono sul proprio territiorio la creazione di ecomostri, palomostri ecc. ma poi per carità non parlategli di pale eoliche per l'energia pulita al posto di quella a carbone perchè altrimenti si blocca il dialogo! E no caro Mariottini, qui le destre non c'entrano nulla perchè viviamo in una Regione rossa, con una Provincia rossa in un Comune rosso (o bianco-rosso), e comunque avvengono scempi come l'ecomostro e il palomostro mentre siamo tra le ultime regioni d'Italia a sfruttare l'energia pulita e la nostra città è tra le prime a non aver rispettato le percentuali regionali di raccolta differenziata. Ovviamente la Regione (rossa) ha condonato la multa alla nostra Spoleto, evidentemente l'aspetto ambientale non è tra le priorità dei nostri dirigenti regionali e comunali. Questa piccola constatazione dovrebbe perlomeno farla riflettere sul fatto di tirare in ballo le solite destre cattive e inquinatrici.
Ora Lei mi dovrebbe spiegare perchè le stesse persone e associazioni ambientaliste che si sono opposte all'eolico non hanno detto nulla sul palo di Madonna di Lugo. Dove sono le persone e le associazioni che hanno urlato allo scandalo quando ho parlato di energia idroelettrica in Valnerina ? Perchè chi ha dichiarato di amare tanto il paesaggio difende solamente il proprio piccolo orticello e non si preoccupa delle deturpazioni che avvengono dopo i 30 km dalla propria attività o abitazione?
Io non so se il nucleare è la risposta giusta ai problemi energetici italiani, ma sicuramente alla luce del fatto che con il petrolio e il carbone non si può più andare avanti visti i costi e l'inquinamento e vista la mentalità ristretta italiana dove si trova ogni scusante (uccelli, pesci che scompaiono, crateri ecc) anche per non produrre energia pulita allora quella del nucleare diventa una scelta obbligata, ed è giusto che anche lo Stato faccia prevalere gli interessi collettivi sopra quelli corporativi o di minoranze.

SULL’ARTE CONTEMPORANEA
http://www.newgol.biz/articolo_spoleto_200...28_0000338.html)
L'arte e' soggettiva ? Io aggiungerei l'arte contemporanea e' soggettiva, e forse non tutta. Il secolo scorso ha portato al trionfo della teoria del relativismo, dove ogni cosa puo' essere un bene o un male a seconda della prospettiva in cui la si guarda. La nascita della societa' di massa ha comportato un adeguamento delle scienze umane e dell'arte al consumismo: tutto poteva e doveva poter essere apprezzato e comprato dalla massa: per fare questo si e' deciso che chiunque puo' apprezzare qualsiasi cosa, anche se brutta al di fuori del buon gusto e del rispetto altrui. Cosi' l'arte e'
diventata di massa, il bello ha perso il suo significato, la religione vista come un oggetto dell'uomo e non piu' per l'uomo. Relativismo che dalla scienza e' passato a conquistare la letteratura, l'arte e anche nel modo di rapportarci alle religioni. L'arte e' soggettiva per chi crede che anche la morale e' relativa oggi. Ma ci sono persone, come il sottoscritto, che
considerano ancora la morale come una retta via con dei principi dal quale non e' possibile prescindere. Una morale figlia di secoli di evoluzione umana e spirituale. Principi universali che per chi e' credente o anche chi solo crede nel rispetto delle persone, non puo' farne a meno. Ad esempio elementi come la morte, la vita, un bambino, il rispetto dei simboli religiosi sono valori universalmente riconosciuti da tutte le civilta' del mondo con gli stessi significati e con poche sfumature.
L'arte contemporanea, in gran parte, non e' altro che la conseguenza della mercificazione dell'arte stessa, poiche' porta avanti il mito del relativismo, dove il brutto diventa bello purche' si venda, dove anche il maltrattamento dei simboli religiosi cristiani diventa una "bella arte". Il David di Michelangelo e' oggettivamente bello. La nascita di Venere del
Botticelli e' oggettivamente grande arte. La Cappella Sistina e i suoi affreschi son una grande opera. L'arte contemporanea prende due bidoni della spazzatura di Manhattan, li incolla insieme e dice che quella e' "arte".
L'arte contemporanea stralcia la storia sacra delle religioni e ci serve Maria e Gesu' in forme bestiali, spettrali nella migliore delle ipotesi e dice che quella e' "arte". La Nascita del Messia diventa un evento tragico. Per spiegarci il disagio dei bambini si inventano una impiccagione di massa di fanciulli. Questi sono i "maestri" del 2000. Probabilmente la tecnica di usare la religione per fare piu' "audience" puo' certamente servire per far parlare di se, d'altronde ogni pubblicita' e' buona pubblicita' come vuole una regola dell'arte di massa; ma perlomeno poi non ci si deve lamentare se
piovono critiche di riluttanza e si fa appello alla ricerca di una Morale perduta.





NO ALL’ABOLIZIONE DELL’ARGOSTOLO

(http://www.azionegiovani.org/abolire-l039ergastolo-no-grazie)
In questi giorni apprendiamo dai giornali che è in atto una protesta contro la pena dell'ergastolo: all'interno delle carceri protestano alcuni detenuti tramite lo sciopero della fame, mentre all'esterno protestano e solidarizzano movimenti come i centri sociali-no global e gli attivisti dell'associazione "Papa Giovanni XXIII" fondata da Don Oreste Benzi. Anche qualche esponente del Governo paventa una possibile riforma del codice penale.
Secondo i promotori di questa protesta l'ergastolo sarebbe in contrasto con il principio costituzionale di effettuare "pene rieducative e di recupero" per i condannati, in aperto contrasto con una condanna che "non permetterebbe il recupero e la rieducazione".
Non siamo esperti giuristi, però potremmo cominciare dicendo che gia la Corte Costituzionale si è espressa su questo dibattito, confermando la legittimità costituzionale della pena dell'ergastolo. Per chi ha potuto vedere la bellissima e utilissima fiction sulla mafia andata in onda su canale 5 "il capo dei capi" potrà ben capire il valore che ha avuto la pena dell'ergastolo inflitta a piccoli e grandi mafiosi durante soprattutto quegli anni terribili dove la mafia spadroneggiava in Sicilia e in Italia. Nonostante la velata minaccia di un mafioso nei riguardi del giudice e della sua famiglia, alla fine tutti i mafiosi ritenuti colpevoli di strage e organizzazione mafiosa furono condannati all'ergastolo: e quel primo "maxi-processo" alla mafia, grazie anche a quelle condanne, fu il primo dei tanti altri colpi che hanno contribuito a smantellare pezzo per pezzo gran parte dell'organizzazione di Cosa Nostra.
L'ergastolo non è un "giocattolo" a disposizione del giudice o uno strumento sadico dello Stato come questi movimenti cercano di far vedere: l'ergastolo rappresenta l'arma principale di diritto dello Stato contro i crimini più orribili, contro la mafia, terrorismo e tutto ciò che ruota attorno all'antistato.
Fa anche molto pensare il fatto che due realtà così differenti, come la sinistra radicale e alcuni movimenti cattolici, oggi si uniscano in questa battaglia per l'abolizione della massima pena del nostro codice penale. Gia perché lo stesso Don Benzi, di cui comunque abbiamo un buon ricordo come faro per molte persone perdute nel "buio" della droga, si mosse a più riprese per rendere l'aborto un atto da penalizzare con sanzioni. Quello stesso aborto di cui tanto la sinistra radicale va tanto fiera e che difende a volte anche con eccessiva strafottenza nei confronti della sacralita' della vita.
Insomma come sempre più spesso accade oggi, si difende sempre di più Caino e ci si dimentica sempre più spesso di Abele. Una ragazzina che rimane incinta a sedici anni dovrebbe essere punita se non vuole portare avanti una gravidanza: un mafioso, uno stragista, un terrorista politico che uccide innocenti, giudici o economisti dovrebbe avere un'altra opportunità per redimersi. E sappiamo tutti che in Italia tra permessi premio, sconti della pena e compagnia cantante si arriverebbe presto alla totale scarcerazione anche a breve di questi personaggi.
E dopo l'abolizione dell'ergastolo cosa proporranno? Un bonus preventivo per ogni crimine? Il crimine a punti come la patente?
Gli italiani gia si sono pentiti dell'orrenda ingiustizia dell'indulto di cui hanno beneficiato mostri come quello di Foligno e tanti altri: speriamo che un'altra ingiustizia non diventi "istituzione" con la possibile riforma del codice penale.
I ragazzi del Circolo "Paolo Borsellino" di Perugia attueranno quindi iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza sull'argomento e promuoveranno incontri e dibattiti assieme alle famiglie che hanno avuto un loro caro come vittime di quelle persone che oggi vorrebbero vedersi l'ergastolo abolito.

SUI ROM E LA PRESUNTE SUPERIORITA’ MORALE DELLA SINISTRA

(http://www.newgol.it/articolo_italia_2008mag19_00003717.html)
Rispondo alla mail del sig. Bruno Toniolatti sui Rom. Prima di tutto voglio fare una premessa socio-politica: basta con la favola della superiorita' della Sinistra. Basta con le accuse alla Destra xenofoba. In Italia e piu' prettamente a Roma, il centro-destra ha vinto perche' la Sinistra ha continuato a parlare ai cittadini con un linguaggio vecchio, ammuffito, da dopoguerra. A Roma nelle ultime settimane di campagna elettorale quando i torni non tornavano piu' alle sinistre, sono apparsi i cartelli di "allarmi tornano i fascisti", i giornali parlavano del grave rischio di un Italia governata da ex fascisti, le ultime battute della campagna elettorale della Sinistra si incentrarono sulla collanina raffigurante una croce celtica che Alemanno porta sempre: si e' gridato al ritorno della "trama nera"! In realta' molto pacatamente Alemanno dovette spiegare che quel simbolo non era altro che l'ultimo regalo di un suo caro amico, Paolo di Nella, che fu barbaramente ucciso da persone dei centri sociali che anche allora propagandavano la superiorita' culturale e morale della Sinistra, superiorita' talmente convinta che anche uccidere un ragazzo di 19 anni era "normale". E' per questo che ho paura, ed invito ad avere paura, delle persone convinte della propria superiorita' morale.
Per nascondere la propria incapacita' di innovarsi e di fare nuove proposte, la Sinistra radicale quando e' in crisi di idee si nasconde dietro i fantasmi del passato: arrivano i fascisti, viva marx, lottiamo la destra xenofoba. Sono 60 anni che la Sinistra, soprattutto quella estrema ripete le stesse parole: e forse e' per questo che finalmente nel 2008 e' stata esautorata dal Parlamento dai cittadini italiani, che hanno detto basta all'Italia del dopo guerra , basta agli slogan del dopo guerra, l'Italia si e' stancata di guardare indietro e vuole guardare avanti.
Bertinotti e' stato la seconda carica dello stato per due anni, eppure durante quel periodo di tempo in cui Rifondazione Comunista ha avuto piu' peso politico, l'Italia ha conosciuto il record di morti sul lavoro e il Ministro dell'Economia abbassava l'IRES alle Banche. Insomma, mentre la Sinistra estrema ancora invoca il fantasma del fascismo, sul piano sociale, del lavoro e dei redditi non ha fatto nulla. Questo e' quello che ci si aspetterebbe da una Sinistra seria e coerente. Ma il fatto stesso di invocare fantasmi dal passato dimostra come ormai tutto cio' che si chiama comunismo in Italia, se ancora esiste, non ha piu' idee, non e' capace di stare al passo con i tempi e vive rinchiuso nel suo passato che lo portera' presto alla totale estinzione.
Ma tornando al discorso sui ROM, sono sessant'anni che ci hanno frullato il cervello con la parola: integrazione. Proprio l'altro giorno nella sua trasmissione, Maurizio Costanzo, che notoriamente non e' uomo di destra, ha risposto ad una solita affermazione qualunquista di Paolo Villaggio che tra le proteste del pubblico romano dopo alcune considerazioni sui ROM, invocava il fatto che occorreva integrarli e non cacciarli dai quartieri romani: Costanzo gli ha risposto di istinto dicendogli di andare a vivere per soli 20 giorni in uno dei quartieri piu' periferici di Roma per cambiare idea. Vilaggio da quel momento ha smesso di fare il populista incassando una sacrosanta verita': la gente delle periferie urbane e' esasperata e non riesce piu' a vivere in mezzo al degrado e alla paura. Ovviamente ovazione per Costanzo che fino a qualche giorno fa era i paladino dell'integrazione degli immigrati e della lotta per i diritti degli omosessuali per dire, quindi lungi dal'essere uomo di destra.
Recentemente un sondaggio di Repubblica, giornale di Sinistra, ha mostrato come per il 70% degli Italiani sono d'accordo nel far sgomberare tutti i campi e far espatriare tutti i ROM. Ribadisco che lo dice "Repubblica" non Libero o il Secolo d'Italia. Quindi diciamo quindi basta anche alla storia che solo i fascistelli ignoranti della destra hanno la fobia dei ROM.
Infine spingo la riflessione sull'essere ROM: innanzitutto sono di varie nazionalita', e ognuno deve essere analizzato e trattato in base alla propria storia culturale e di integrazione territoriale. Inutile prendere come esempio quelli della Spagna o dell'Ungheria, che sono secoli che sono integrati con quel territorio e che non c'entrano affatto con l'attuale situazione italiana che presenta una forte presenza di ROM venuti negli ultimi trent'anni, dalla Romania soprattutto dopo la fine del regime di Ciausescu e piu' recentemente c'e' stata una ondata di Romeni con l'entrata in Europa della Romania. I popoli ROM che vivono italia sono molto differenti da quelli che stanno nella Penisola Iberica o nel nord Europa, e se non si parte quindi dalla contestualizzazione di ogni popolo Rom e' impossibile fare una concreta analisi.
La loro cultura vede il lavoro come una perdita di tempo, per la maggior parte non vogliono l'integrazione perche' non gli piace il nostro modo di vivere: e che dire dell'accattonaggio imposto a donne e minori, matrimoni precoci, tirannide dei maschi e degli anziani. Una cultura che disprezza la routine lavorativa che porta all'accattonaggio quando va bene, al borseggio se va male o al rapimento e vendita di bambini quando proprio non hanno scrupoli. Inoltre e forse in pochi lo sanno, ai Rom piace vivere nel lusso: belle ville e lussuose, cellulari di ultima generazione o gigantesche macchine. Quest'ultime le possiamo ben vedere nei campi ROM, leggermente nascoste dietro i camper per non dare troppo nell'occhio, ma ci sono. Per i cellulari vi invito ad andare ai semafori di Perugia e vedere i telefoni dei ragazzini ROM, che usano spesso: vi giuro che hanno sempre l'ultimo modello in circolazione. Per le ville, e per chi e' stato in Romania puo' confermalo, ce l'hanno e come: e solo chi va in Romania puo' capire anche un certo astio che c'e' tra i Romeni veri e i ROM, che e' sempre bene distinguerli: sono i Romeni infatti che con un certo gesto di odio e di invidia mi hanno fatto vedere le lussuose villette dei ROM che facevano i soldi in Italia mentre loro vivevano in grandi palazzoni grigi di post regime sovietico.
Infine tutte quelle belle immagini che ci fanno vedere della vita quotidiana dei ROM nei campi, magari quelle all'estero, non rispecchiano affatto la stragrande maggioranza della realta' italiana: andate nel campo ROM di Perugia a fare questo reportage, andate nei semafori di Via Sette Valli a vedere le donne con in grembo bambini di pochi anni e di pochi mesi portati a spalla a fare accattonaggio e a chiedere l'elemosina in un modo cosi' arrogante da non sembrare nemmeno poi cosi' tanto disperati. Saggiate la loro insistenza nel chiedere denaro, a scrutarvi nella borsa o nella tasca, soprattutto quando si tratta di anziani. Una volta mi fermai in un semaforo e trovando delle monete in macchina, settanta centesimi, mi feci intenerire da un ragazzino malandato e sporco che allungava la mano: li stavo per dare al ragazzino ROM solo che nel frattempo 20 di questi mi cascarono sotto il sedile e gli diedi alla fine solo 50: mi disse raccoglili! Ed io ho detto che mi erano cascate, che comunque 50 ne aveva e che il verde era scattato: allora il ragazzino mi mando' nettamente a quel paese in una lingua incomprensibile e mi tiro' la moneta addosso: questo per dimostrare che non sono poveracci, sanno bene quello che fanno, e c'e' tutto un giro di business che ruota intorno a loro.
Se non si fa qualcosa in Italia presto ci tireranno addosso anche i 2 Euro!! Questi poveri poveri ROM..





INCHIESTA SUL SERT DI PERUGIA

(http://www.nodroga.splinder.com/post/15812...+SUCCESSO+DELLA, http://www.azionegiovani.org/inchiesta-sui...quot-di-perugia )
Ieri (19 Gennaio 2008) alla Conferenza stampa indetta dal Circolo di Azione Giovani "Paolo Borsellino" e dal Capogruppo di AN alla Regione Franco Zaffini sul problema droga e sul recupero dei tossicodipendenti: erano presenti giornalisti di tutte le testate: corriere dell'umbria, nazione, la voce, ed erano presenti anche oltre al tg3,le principali emittenti e programmi umbri come TEF.
Relatori erano: il gia citato Franco Zaffini consigliere regionale, Emanuele Prisco Presidente del Circolo di AN "Augusta Perusia" e Dirgente Nazionale di Azione Giovani, il Commissario Regionale di Azione Giovani Andrea Rossi, il consigliere Comunali di AN Enzo Baldoni e ovviamente il Presidente e il vice-Presidente del Circolo AG "Paolo Borsellino", rispettivamente Michael Surace e Gaetano Micciche'.
E' stato molto interessante e sicuramente produttivo poter anche dialogare con i giornalisti (soprattutto con la giornalista del corriere) sulle possibile soluzioni a questo problema perugino che oggi vede la nostra citta'vantare macabri record nazionali sullo spaccio di droga e sul "rapporto qualita' prezzo".
Oggi in tutti i principali giornali dell'Umbria e' stata dedicata una intera pagina alla conferenza stampa di ieri (soprattuto la Nazione e la Voce di Perugia).
Eccovi quindi il discorso fatto dal Presidente del Circolo Michael Surace, un modo per riassumervi in sostanza cosa abbiamo detto ai giornalisti:
"Volevo innanzitutto ringraziare tutti i presenti, i giornalisti e soprattutto il Consigliere Franco Zaffini che ci ha dato la possibilita’ di poter denunciare la nostra inchiesta in un luogo prestigioso come la Regione e davanti a voi giornalisti. Probabilmente se avessimo organizzato la conferenza stampa da soli e nella nostra sede di Via Sicilia non avremmo potuto avere questo riscontro di interesse giornalistico come in questa sede. Quindi grazie Franco.
Premetto che questa e’ una delle tante iniziative che abbiamo fatto e che continueremo a fare per combattere il fenomeno spaccio e tossicodipendenza nella nostra citta’. L’anno scorso ci siamo battuti contro le stanze del buco, tanto evocate da consiglieri di Rifondazione e a volte anche dagli stessi operatori del SERT. Quest’anno ci siamo buttati nel mondo del Ser.T e sul percorso di recupero dei tossicodipendenti.
Pero’per poter parlare di questo mondo avevamo bisogno di toccare con mano la realta’ del recupero e cosi’ abbiamo preso la decisioni di mandare due nostri ragazzi, ovviamente per loro volonta’ e spirito di azione politica, di mandarli dicevo al Ser.T di Monteluce.
Quei fogli che vi abbiamo ora distribuito non sono altro che la Relazione fatta da questi due nostri inviati se cosi’vogliamo chiamarli, al Ser.T. E la scoperta e’ sconvolgente come potete leggere: il Ser.T. di Perugia oltre ad essere un luogo malsano e privo di controlli, ma questo lo sospettavamo gia, e’ un luogo DI SPACCIO!
Praticamente un tossicodipendente che cerca di fare un primo passo per uscire dal mondo della droga e che va al Ser.T. per curarsi, trova uno spettacolo desolante e che lo fa ripiombare nella realta’ quotidiana della droga: lo Stato e’ assente in questi luoghi, non vi e’ alcun controllo, e il luogo dove dovrebbe trovare una prima risposta al suo problema diventa il suo nemico peggiore, cioe’ il LUOGO DI SPACCIO.
Il bello e’ che questi spacciatori sono abilissimi nel convincere il tossicodipendente a cambiare idea sul metadone: cercano di raggirarli dicendo “eh ma il metadone non ti fara’ nulla” oppure “il metadone tanto finira’, se vuoi te ne posso dare io un po’ con l’ultima dose” ecc. E non solo, alcuni di questi spacciatori addirittura si inseriscono tra gli utenti del Ser.T. per prendere essi stessi il metadone per poi magari andarlo a rivendere o a offrire a questi poveri disperati.
Poi ci sarebbe da dire che anche l’assistenza non e’ certamente adeguata, ad esempio abbiamo saputo che l’assistenza psicologica e’ disponibile 2 giorni alla settimana e bisogna prenotarsi: ma voi spiegatemi con 300 persone al giorno, con 15 minuti alla settimana quanta assistenza psicologica si puo’ dare ad un una persona.
Comunque ripeto, il fatto gravissimo e’ che il Ser.T. e’ diventato un mercato a cielo aperto dello spaccio, non vi e’ alcun tipo di controllo e il tossicodipente non trova certamente l’ambiente adatto per il suo recupero. Quindi l’analisi finale della nostra piccola inchiesta e’ che questi Ser.T. vadano rivisti e subito, a cominciare dalla sicurezza del luogo e da una profondo cambiamento di approccio con il tossicodipendente.
Crediamo che se tutti, cittadini, giornalisti, vogliamo bene a questa citta’ e vogliamo risolvere questo problema dobbiamo trovare delle risposte serie al recupero dei tossicodipendenti, e non a mantenerli in un continuo stato di dipendenza (anche da altre sostanze simili) come qualcuno vorrebbe, ma dargli una concreta speranza di riappropriazione della propria vita dal mondo della droga, e purtroppo oggi il Ser.T. non e’ in grado di darla questa speranza."


DROGA – NO ALLE STANZE DEL BUCO

(http://www.tuttoperugia.net/LeggiNews.aspx?idnews=5582)
Il Circolo di Azione Giovani Perugia "Luciano Laffranco" ritiene assolutamente deprecabile e controproducente la creazione di stanze del buco a Perugia così come auspicato in una intervista da Luigina Nicolussi, operatrice dell'Unità stradale. Con la scusa della "possibile" riduzione delle morti per overdose, l'operatrice si dimentica però di citare gli effetti negativi: cronicizzare la dipendenza degli individui e non
risolvere il problema dell'aumento dei consumatori di droga. Inoltre ci si dimentica anche delle esperienza fatte all'estero: in Olanda il numero di tossicodipendenti dall'introduzione di stanze del buco e dalla liberalizzazione delle droghe è aumentato in modo spropositato e non ha risolto il problema del consumo di droga, mentre a Sidney in Australia la creazione di una "mega stanza del buco" paradiso per i tossicodipendenti ha portato un intero quartiere in passato ricco e pieno di negozi alla marginalizzazione dal resto della città e alla chiusura di tutte le attività commerciali a causa del via vai di tossicodipendenti per le strade che certo non invogliavano la gente a uscire di strada. Quest'anno non a caso infatti il Consiglio Comunale di Sidney in seguito alle proteste dei residenti e dei commercianti ha deciso di non rifinanziare più la stanza del buco decretandone per la fine dell'anno la chiusura.
In sostanza lo Stato non può farsi complice degli spacciatori: è compito dello istituzioni ridurre e combattere il problema della tossicodipendenza e dello spaccio di droga, non certo quella di favorirne il consumo.


AIUTI PER I COMMERCIANTI DEI CENTRI STORICI IN UMBRIA
http://www.newgol.it/articolo_spoleto_2008...0_00003942.html
Economia e Finanza - 30/05/2008 11:12

Sempre più spesso i commercianti spoletini si trovano a dover far i conti oltre che con un centro storico sempre più svuotato, anche con la concorrenza aggressiva dei grandi supermercati e delle attrattivecommerciali delle vicine città umbre sull'asse Foligno-Terni.Una volta gli spoletini, e molti anche da fuori Spoleto, prediligevano fare compere (o "shopping" come si usa adesso) nella nostra città, che aveva fama di prodotti artiginali, tessili ed enograstonomici di altaqualità. Oggi la qualità non è certo inferiore a quella di una volta, ma sono le persone che mancano. Spoletini e non oggi preferiscono andare nei grandi ipermercati della zona o nelle vicine Terni e Foligno per fare la propria spesa, con il risultato che i commerciantidel centro e del borgo si trovano a subire una concorrenza moltoaggressiva. La mancanza di un forte sostegno al commercio locale, di informazionee promozione verso l'esterno e l'egemonia poltico-economica perugino-folignate della provincia hanno creato questo grave fenomenodi perdita di clienti per i piccoli commercianti e artigiani. Perugia ha perdendo molti negozi "storici" a causa della grande distribuzionee forse piano piano questo fenomeno si sta instaurando anche aSpoleto: occorre quindi agire in fretta. Questo pericolo di estinzione del commercio cittadino è stato recepitoda alcune realtà italiane e di recente in alcune Regioni d'Italia sono
spopolamento dei centri cittadini. centro o prima periferia. Il tutto per contrastare due fenomeni: la concorrenza spietata delle grandi strutture di vendita e lostati varati piani di agevolazioni per gli esercizi di vicinato, disomministrazione al pubblico di alimenti e bevande, di edicole, le rivendite di generi di monopolio e le associazioni di strade, oltre che per in genere tutti i piccoli commercianti operanti nella zona Cito ad esempio l'aiuto concesso recentemente dalla Regione Puglia -Bollettino Ufficiale n.41 Regione Puglia - in cui possono beneficiare delle agevolazioni gli esercizi commerciali sopracitati, quantificabili in un contributo massimo di 100.000 euro a fondo perduto (nella misura del 50% delle spese sostenute), per quanto riguarda le opere di ammodernamento, ristrutturazione, l'innovazione tecnologica e l'introduzione dei sistemi di sicurezza all'interno degli esercizi. Tutti elementi fondamentali per far crescere il commercio del centro storico e mantenerlo al passo con i tempi e le burocrazie vigenti.Perchè non fare una iniziativa simile anche per l'Umbria? E mi rivolgo a Spoleto in particolare, che con il rilancio del Festival dei due Mondi e delle sue attrattive culturali gia da questa estate potrebbe fare un grande passo avanti per l'immagine non solo delle proprie bellezze storico-artistiche ma anche commerciali che in passato erano un'altro fiore all'occhiello della città.Si tratta di un' ottima opportunità per lo sviluppo ed il potenziamento del commercio cittadino, che rilancerebbe sia il
commercio locale che il ripopolamento del centro storico stesso.I piccoli artigiani, giovani commercianti, non potranno mai competerecon le grandi strutture di vendita di massa e con i loro capitali senza il sostegno fondamentale delle amministrazioni pubbliche e di una politica economica volta a salvaguardare la competitività delle proprie attività cittadine.

SULL’ELETTROSMOG-SPOLETO
http://www.newgol.info/articolo_spoleto_20...8_00001433.html

Tra i tanti commenti positivi per il progetto "Spoleto senza fili"permettetimi un piccolo dubbio: Spoleto gia in passato ha avuto problemi con l'elettrosmog, ogni anno nascono nuove antenne nel territorio spoletino e ci sono gia state lamentele e addirittura denunce da parte dei cittadini contro l'aumento dell'elettromagnetismo in citta' e delle antenne delle compagnie telefoniche. Il mercato delle antenne purtroppo per molte amministazioni comunali e' diventato un business, alla faccia della salute dei cittadini. Sul fronte del wireless invece e' di poco tempo fa la rinuncia da parte della Biblioteca Nazionale di Parigi alla rete Wireless poiche' molti dipendenti dalla sua installazione hanno accusato problemi di giramento testa, nausea e malori. Ad oggi non esiste alcuna ricerca scientifica che possa escludere totalmente il fatto che la rete wireless non crei inquinamento magnetico; nessuno al momento quindi puo' garantire che una rete wireless enormemente potenziata - si parla di tutto il centro cittadino on possa far male ai cittadini.
Il dubbio che sollevo io e' che l'installazione di una stazione radio (un'altra!) base per questo progetto, la creazione di una "cappa"elettromagnetica su tutto il centro di Spoleto, possa aumentare a dismisura l'inquinamento elettromagnetico. Non dico di annullare il progetto, dico che forse sarebbe piu' opportuno prima accertarsi con una apposita commissione
di esperti che l'inquinamento elettromagnetico a Spoleto e' sotto controllo e che questo non aumentera' con l'installazione della mega rete wireless e che quindi il Comune possa dire chiaramente e con assunzione di responsabilita' che non c'e' alcun pericolo per la salute dei cittadini.
Cosa ne pensano le associazioni ambientaliste di un'ulteriore traffico di onde elettromagnetiche nello spoletino ?
Poi c'e' un'altro fatto economico: cosa diranno i commercianti che fanno della rete internet un loro business? Ovvero non contrastera' questa rete pubblica con la vendita privata dell'accesso a internet ? Non e' meglio a questo punto tenersi alcune piccole reti wireless come gia' ci sono senza crearne un'altra ancora piu' grande ? Speriamo che qualcuno dall'alto ci dia una risposta e che ci sia seriamente una intenzione a verificare se queste onde ci faranno male o meno.




INTERVISTA ONOREVOLE MARCO ZACCHERA
1) Onorevole Zacchera, intanto grazie per l'intervista e per il tempo che ci ha dedicatoper il nostro Circolo di Azione Giovani Perugia "Paolo Borsellino". E' importante per i giovani militanti capire cosa li attende, tanto nella politica giovanile e locale quanto, crescendo col tempo dopo anni di militanza e sacrifici, facendo politica nazionale. Sappiamo che la vita dei parlamentari come Lei è piena di impegni e di poco tempo libero. A proposito di questo, ci può dire Lei come fa a coniugare lavoro e tempo libero, famiglia, amici ecc.?

E’ un piacere rispondere!…la soluzione è solo nel lavorare duro, sempre, impegnandosi ogni giorno e soprattutto non spegnere mai una idealità – e non è retorica! – che devi tenere viva nel cuore, perché è quello che ti dà la forza di tirare avanti, di riproporti ogni giorno. Soprattutto – almeno per me – è voler mantenere uno stretto rapporto con la gente, con i problemi veri della comunità. Al di là dei risultati elettorali è questa la vera soddisfazione che ti ripaga delle fatiche e dei tanti sacrifici che devi fare anche sul piano del tempo libero e della famiglia. Queste cose le ho scritte in un libro (“STAFFETTE” – ndr) in cui parlo di questo ideale passaggio di testimone alle nuove generazioni: se qualcuno vuole leggerlo glielo spedisco (anche gratis) volentieri perché è stato scritto proprio per i ragazzi di oggi, che almeno conoscano meglio su cosa e perché noi ci siamo impegnati con scelte allora difficili più o meno tanti anni fa.

2) L'Arcivescovo di Perugia, Monsignor Chiaretti ha definito l'Umbria come "una Regione sotto regime". Facendo riferimento alla situazione politica umbra da qui a sessanta anni, perennemente in mano ai giochi di potere della Sinistra. Se dico Umbria, lei a cosa pensa?

Innanzitutto penso al cuore storico della mia Italia bellissima poi – dal punto di vista politico – so bene la realtà rossa di un regime che è spesso cristallizzato. Comunque auguri: io sono del Piemonte, anche da noi comandava da sempre la sinistra in tante località, ma abbiamo aperto delle belle crepe nelle loro fortezze. Per me – per esempio - è stata una grande soddisfazione essere eletto già dal ’96 nel collegio di Verbania-Domodossola con la più alta percentuale regionale in quella che era durante la guerra civile il territorio della ex Repubblica Partigiana dell’Ossola: se non hai le “palle” (e la coerenza) col fischio che conquisti il rispetto della gente, avversari compresi!

3) Come Lei sa, Azione Giovani si è sempre spesa per campagne contro la fecondazione assistita, le generazioni in provetta. Sappiamo che Lei in Parlamento si è impegnato più volte per facilitare le adozioni dai Paesi dell'Est europeo, venendo a conoscenza anche di situazioni drammatiche per le famiglie italiane che si sono viste "scomparire" questi bambini adottati senza sapere più nulla dalle autorità di quei paesi. Lei ritiene che possano essere aiutate più concretamente queste famiglie a mantenere l'adozione di questi bambini bisognosi senza che questi scompigliano all'improvviso ? E inoltre crede che l'adozione possa in qualche modo sopperire alla volontà delle coppie di essere madre e padre senza ricorrere all'utilizzo della fecondazione assistita?

L’adozione è vissuta dalla sinistra a volte con ipocrisia perché di fondo c’è un concetto di “stato” che per loro deve venire incontro quando la famiglia è in difficoltà e un bambino è solo piuttosto che quel bimbo adottato possa contribuire a costituire o rinforzare una nuova “famiglia”. Questo perché culturalmente almeno ad una certa sinistra – sotto sotto – non piace che concettualmente si crei una società più salda e fondata su valori più difficili da governare. A parte questo concetto teorico, nella pratica l’adozione si è trasformata in un business dove governi stranieri ed intermediari speculano o speculavano alla grande. Per dare una giusta tutela e serietà è stata fatta una legge necessaria ma che a volte però va all’estremo opposto con tempi lunghissimi e gravi problemi per migliaia di coppie che per anni aspettano invano.

4) Un ultima domanda sull'antipolitica. In realtà molti giovani vorrebbero fare politica, ma non sanno proprio da dove partire. Se potesse dare un consiglio ai nostri giovani militanti quale è la strada giusta per arrivare dove Lei è arrivato, come si fa a fare politica sin da giovani con costanza, "resistere" alle intemperie del tempo e delle battaglie politiche che nel tempo mettono a dura prova la voglia di farla questa politica?

Nelle cose bisogna crederci ed il problema è che ieri eravamo all’opposizione, chiaramente identificabili e nettamente diversi e separati da un sistema di gestione della politica nel quale oggi troppo spesso siamo omologati agli altri. Ecco perché insisto sulle scelte culturali, programmatiche, politiche e non solo gestional-amministrative per le nuove generazioni. Poi per crescere ci vuole costanza, impegno, volontà, pazienza…e anche fortuna. A chi mi chiede come si fa a diventare deputato rispondo che ieri era indispensabile saper appiccicare i manifesti, piegare e spedire circolari, comiziare nelle piazze, difendere una bandiera. Oggi è saper rispondere ad internet, ma soprattutto studiare risposte credibili ai problemi - dall’immigrazione alle nuove povertà - che sono propri della società contemporanea.

Ringraziamo ancora una volta l'On. Marco Zacchera per l'intervista rilasciataci. Una intervista fatta per conoscere meglio la politica e i nostri rappresentanti in Parlamento, contro l'antipolitica dilagante. Consigli utili che, dettati dall'esperienza di un politico serio e sempre al lavoro come l' Onorevole Zacchera, i nostri ragazzi del circolo non dimenticheranno e ne faranno tesoro nell'arco della loro militanza politica.


I MEDIA E I GIOVANI
Come circolo giovanile di destra sentiamo di esprimere a nome di molti ragazzi e ragazze del perugino un certo malessere. I media non si occupano più dei giovani. Sentiamo molto parlare in questi giorni delle proteste e delle giuste lotte per una pensione più alta per gli anziani, o magari per le precarie condizioni di lavoro degli operai. Battaglie giuste e nobilissime. Cosa però ci spaventa è il fatto che nessuno dei mass media locali si occupi più dei giovani, degli studenti: cosa pensano, quali prospettive hanno per inserirsi nel mondo del lavoro e nella società civile, quali sono i loro sogni e le loro preoccupazioni. Fino agli anni ’70 il mondo studentesco è stato al centro dell’attenzione proprio per l’importanza che gli si attribuiva per il futuro e lo sviluppo della società. Invitiamo per questo tutti i giornali locali a interessarsi del mondo giovanile, dei suoi movimenti e aspirazioni. Siamo certi che se in Italia, ma soprattutto in Umbria, se oltre ai problemi della vecchiaia si pensasse di più a (ri)scoprire e ad investire sui giovani e dargli nuove prospettive, allora potremo risolvere veramente molti problemi della nostra “vecchia” società.

ARTICOLO 2

AZIONE GIOVANI:
IL PERCHE’DEI NOSTRI SUCCESSI.

Intervista a Michael Surace, Presidente del Circolo “Luciano L'affranco”.
(l’Urlo Studentesco)

Ogni anno decine di studenti si iscrivono ad Azione Giovani e al vostro Circolo, a cosa è dovuto tutto questo successo ?
Il nostro successo è dovuto soprattutto al fatto che gli appartenenti al nostro gruppo sono tutti studenti: parliamo con un linguaggio diretto, giovanile, chiaro e semplice. Inoltre abbiamo gli stessi ideali: Patria, la Famiglia e contro ogni droga. Per questo riusciamo a portare molti giovani dalla nostra parte e a combattere con noi per una scuola migliore e per la riscoperta di certi valori.
Di cosa parlate durante le riunioni ?
Parliamo di argomenti che sono cari a noi studenti: come migliorare le scuole, i rapporti con i professori, con le famiglie stesse, proporre iniziative non solo di politica giovanile ma anche di solidarietà sociale.
Ci parli di qualche vostra iniziativa.
A livello di politica giovanile da anni promuoviamo campagne contro la droga , contro il caro-scuola e per un rapporto sempre più diretto tra studenti e professori e tra aziende e scuole. Inoltre in varie occasioni organizziamo non solo volantinaggi e manifestazioni volti alla tutela degli studenti, ma anche gite a basso costo. Una “trasferta” che x per noi ha avuto un significato importante è stata l’organizzazione di un pullman che portasse chiunque volesse a costi zero a Roma, per essere presenti ai funerali dei carabinieri che sono stati barbaramente uccisi a Nassirya. Inutile dire che è stato un successo: pullman pieno e tutti desiderosi di portare il proprio cordoglio ai nostri eroi della pace.
Per quanto riguarda la solidarietà ogni anno ci impegnamo tramite banchetti , volantini e manifestazioni a combattere fenomeni come la droga o raccogliere fondi per varie associazioni contro gravi malattie.

STUDENTI E POLITICA
Di Michael Surace
(L’Urlo Studentesco)
Molte volte gli studenti perugini si chiedono al momento delle elezioni studentesche non solo per chi votare, ma soprattutto perché votare. Questo vuoto di politicizzazione della società in generale, ma soprattutto del mondo giovanile è sintomo di disillusione dalla speranza di poter cambiare la società in cui viviamo. Azione Giovani da anni avvicina sempre di più gli studenti perugini alla politica, con la convinzione che per ogni ragazzo e ragazza sia fondamentale essere protagonista della propria vita scolastica e quindi della propria formazione culturale e tecnica. Lasciare che un pugno di persone decida per tutti è sempre sbagliato: non vi fidate di chi alle elezioni vi dice “Votami e poi non dovrai più preoccuparti di nulla”, perché queste persone cercheranno sempre di semplificarvi la realtà delle cose per poter ottenere solo il vostro voto, senza poi dovervi niente, neanche la parola data visto che per loro l’importante è ottenere un ruolo di potere, ovviamente tutto alle vostre spalle. Noi giovani di destra vi invitiamo tutti ad assumere un ruolo attivo all’interno della politica giovanile, ad essere sempre vigili di chi tenta di comprarvi con facili e futili promesse: occupazioni prive di senso, merende per tutti, gite dall’altra parte del mondo ecc. Noi studenti non siamo fessi, ma occorre solo che ognuno si responsabilizzi per non “subire” la politica, ma farla. La nostra politica come Azione Giovani è basata su valori fondamentali e socialmente giovanili a difesa dei figli e delle famiglie, l’amore per la Patria, contro ogni droga, contro “okkupazioni” prive di giustificazione e per un ruolo da protagonista di ogni studente; non più burattino di certi professori e rappresentanti buoni a nulla, ma vero artefice del proprio futuro durante il suo intero iter scolastico. Se ti riconosci in questi Valori, entra in Azione Studentesca e prendi coraggio delle tue azioni.

Edited by JackCrociato - 1/8/2008, 14:34

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SUI DISORDINI NELLE PERIFERIE ROMANE
Dunque le "bande" fascistoidi di Roma contro i negozi degli immigrati del Bangladesh si scoprono non piu' "fascistoidi": anzi, c'era a capo una persona che si dice di SINISTRA, con tatuato il tatuaggio del Che fieramente sul braccio. Non solo, al raid ha partecipato un'altro ragazzo di colore, figlio di immigrati, la questione politica non c'entrava nulla, ma subito l'accozzaglia di giornali governati da Sindacati e dalla Sinistra ha gridato al ritorno dei fascisti a Roma.

Proprio il giorno dell'agguato il TG1 intervisto' uno dei negozianti del Bangladesh che disse testuali parole: "Questo e' razzismo, da quando c'e' questo governo non possiamo andare in giro, c'e' razzismo", inoltre tutti i negozianti immigrati confermarono la tesi che i 10 della "squadraccia" avevano fazzoletti neri con svastiche.....

Oggi si scopre che tutto questo non era vero, che la squadraccia era formata da gente di borgata, molte persone hanno sempre votato a sinistra, vi hanno partecipato anche altri immigrati, per il semplice motivo che e' un QUARTIERE intero che si e' ribellato allo strapotere locale di quei bengalesi, alla criminalita' sotto casa, l'
impossibilita' di vivere in un quartiere in mano a loro. Uno degli ispiratori della rivolta, il tizio con il CHE tatuato, ha detto che si era stancanto di vedere borseggi (di cui sua sorella ne era rimasta vittima piu' volte), del degrado, del pullulare di spaccio nel suo quartiere.

Dunque niente politica, dunque niente DESTRA XENOFOBA, solo i titoli di giornali falsi e tendenziosi. E' per evitare questi episodi che il Governo Berlusconi sta usando la mano dura contro la criminalita' e l'immigrazione clandestina: per troppi anni lo Stato e' stato spettatore dei soprusi dei criminali nelle periferie cittadine.

Il cittadino non puo' e non deve farsi giustizia da soli, ma deve essere LA PRESENZA DI UNO STATO FORTE a far sentire i cittadini sicuri. E' per questo che appoggiamo in tutto e per tutto la politica del governo, soprattutto per quanto riguarda giustizia e legalita'.

Basta con la scusa della DESTRA XENOFOBA, i giornali di sinistra hanno fatto una pessima figura con quei titoli: oggi dalle borgate romane, alla Sicilia alla Milano bene, tutta Italia chiede GIUSTIZIA, SICUREZZA e CERTEZZA DELLA PENA.


NB: in rilievo uno degli "attentatori della banda fascita" di Roma ;)

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http://www.newgol.biz/articolo_spoleto_200...28_0000338.html

SULL'ARTE CONTEMPORANEA
L'arte e' soggettiva ? Io aggiungerei l'arte contemporanea e' soggettiva, e forse non tutta. Il secolo scorso ha portato al trionfo della teoria del relativismo, dove ogni cosa puo' essere un bene o un male a seconda della prospettiva in cui la si guarda. La nascita della societa' di massa ha comportato un adeguamento delle scienze umane e dell'arte al consumismo: tutto poteva e doveva poter essere apprezzato e comprato dalla massa: per fare questo si e' deciso che chiunque puo' apprezzare qualsiasi cosa, anche se brutta al di fuori del buon gusto e del rispetto altrui. Cosi' l'arte e'
diventata di massa, il bello ha perso il suo significato, la religione vista come un oggetto dell'uomo e non piu' per l'uomo. Relativismo che dalla scienza e' passato a conquistare la letteratura, l'arte e anche nel modo di rapportarci alle religioni. L'arte e' soggettiva per chi crede che anche la morale e' relativa oggi. Ma ci sono persone, come il sottoscritto, che
considerano ancora la morale come una retta via con dei principi dal quale non e' possibile prescindere. Una morale figlia di secoli di evoluzione umana e spirituale. Principi universali che per chi e' credente o anche chi solo crede nel rispetto delle persone, non puo' farne a meno. Ad esempio elementi come la morte, la vita, un bambino, il rispetto dei simboli religiosi sono valori universalmente riconosciuti da tutte le civilta' del mondo con gli stessi significati e con poche sfumature.
L'arte contemporanea, in gran parte, non e' altro che la conseguenza della mercificazione dell'arte stessa, poiche' porta avanti il mito del relativismo, dove il brutto diventa bello purche' si venda, dove anche il maltrattamento dei simboli religiosi cristiani diventa una "bella arte". Il David di Michelangelo e' oggettivamente bello. La nascita di Venere del
Botticelli e' oggettivamente grande arte. La Cappella Sistina e i suoi affreschi son una grande opera. L'arte contemporanea prende due bidoni della spazzatura di Manhattan, li incolla insieme e dice che quella e' "arte".
L'arte contemporanea stralcia la storia sacra delle religioni e ci serve Maria e Gesu' in forme bestiali, spettrali nella migliore delle ipotesi e dice che quella e' "arte". La Nascita del Messia diventa un evento tragico. Per spiegarci il disagio dei bambini si inventano una impiccagione di massa di fanciulli. Questi sono i "maestri" del 2000. Probabilmente la tecnica di usare la religione per fare piu' "audience" puo' certamente servire per far parlare di se, d'altronde ogni pubblicita' e' buona pubblicita' come vuole una regola dell'arte di massa; ma perlomeno poi non ci si deve lamentare se
piovono critiche di riluttanza e si fa appello alla ricerca di una Morale perduta.

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3 SETTEMBRE 1982: IN RICORDO DEL GENERALE DALLA CHIESAhttp://www.newgol.it/articolo_umbria_2008set03_00005434.html

In questo giorno, uno dei più grandi servitori della Patria, propenso solo al dovere, Generale dei Carabinieri e prefetto, divenuto noto per il suo impegno nella lotta contro il terrorismo delle Brigate Rosse - creò una struttura antiterrorismo che nel settembre del 1974 gli consentì di catturare Renato Curcio e Alberto Franceschini - prima e la lotta alla Mafia in seguito, morì dopo un vile agguato mafioso nella città di Palermo il 3 Settembre 1982.
Fu lasciato solo dalle istituzioni nazionali e locali a combattere una guerra contro un "gigante", la Mafia Siciliana, che però grazie anche al suo contributo cominciò a veder scricchiolare il proprio strapotere. Dalla Chiesa apri la strada per gli altri "grandi", Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, che poi daranno la sferzata decisiva nella lotta alla Mafia e per abbattere l'omertà della società Siciliana.

Oggi il ricordo va quindi tutto al Generale Dalla Chiesa e alla sua famiglia, per tutto ciò che ha fatto per liberare l'Italia e la Sicilia dal terrorismo e dalla Mafia.

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http://www.newgol.it/articolo_umbria_2008nov03_00006233.html


Sembra molto strano, se non inquietante, che in questi giorni sia passato quasi inosservato un rapporto sulla "salute" della nostra
Regione: l' AUR, Agenzia Umbra Ricerche che rappresenta un organo di riferimento per le politiche delle istituzioni regionali, ha
presentato infatti a Palazzo Donini di Perugia un rapporto sulla integrazione sociale in Umbria che porta dati veramente preoccupanti se non tragici sulla situazione del tessuto sociale umbro. Per quanto siano importanti le notizie su chi ha vinto l'ultimo gratta e vinci a Spoleto, sui parcheggi a pagamento, oppure sulla inquietante vicenda perugina di Meredith Kercher che poi vengono sparate sul salotto di Vespa a milioni di spettatori, in pochi sanno - o cercanodi non pensare- che l'Umbria sta morendo.
Secondo il rapporto dell' AUR l'istituzione della famiglia in Umbria sta scomparendo: famiglie sempre piu' disgregate, non si fanno piu'figli e i divorzi sono ai livelli delle grandi citta' metropolitane.Non solo, l'Umbria invecchia troppo. Tutti penseranno che e' un fenomeno nazionale, che questi dati rispecchiano l'andamento del Paese: sbagliato, l'Umbria detiene una delle percentuali piu' alte
d'Italia sull'invecchiamento della popolazione, ben il 23% contro la media nazionale di ultrasessantacinquenni del 18%.
Ma non finisce qui: oltre ai soliti temi (famiglia, invecchiamentoecc.) un nuovo dato che prima si conosceva poco comincia a far tremare la societa' umbra: il suicidio e' in netto aumento. Abbiamo in Umbria il tasso di suicidi che si attesta sul 7,1%, contro la media nazionale del 5,6%. Il suicidio rappresenta uno dei piu' caratteristici campanelli di allarme per un tessuto sociale che si sta disgregando. L'immigrazione, altra nota dolente: i flussi in Umbria sono triplicati solo negli ultimi 10 anni e questa immigrazione di massa e' statapossibile soprattutto grazie ai famosi "ricongiungimenti familiari":se in media una famiglia umbra e' costituita da uno striminzito 2,6persone, con gli immigrati il dato per famiglia quasi raddoppia: ildato ci mostra quindi chi tra qualche anno pesera' di piu' sulle scelte politiche ed economiche della nostra regione. Ad oggi il 15% dei nati in Umbria proviene da famiglie di immigrati e il dato e' ovviamente destinato a salire. Ricchezza o problema? A voi la scelta,ma sicuramente vuol dire grandi cambiamenti e niente sara' piu' comeprima. Ed infine la grande nota dolente, la criminalita': anche qui deteniamo il record nazionale di quoziente di criminalita' per produzione espaccio di droga. Siamo la Disneyland dello spaccio: ormai itossicodipendenti non rischiano piu' di farsi pizzicare nella propriaregione d'origine: cosi' dalla Toscana, dalle Marche, dal Lazio edalla Campania vengono in Umbria perche' abbiamo la droga migliore, almiglior prezzo e la lotta alla spaccio delle istituzioni politiche e'pressoche' minima, e per il tossicodipendente al massimo gli fanno unfoglio in cui si intima a non metter piede in citta' (lo rispetteranno mai?) . Concludo con la ciliegina sulla torta sempre sul tema droga:abbiamo il record assoluto italiano di morti per overdose. Si sapeva?
Bhe' il record continua ad essere imbattuto: e questo e' ancora piu'grave. Uno dei principali provvedimenti di "prevenzione" adotatti
dalla Regione e' stato quello di fornire il "Narcan" (droga"terapeutica")ai tossicodipendenti per evitare le overdosi. Ora se la
droga si combatte con la droga questo non lo so, ma certamente fino adora ha avuto scarso risultato.
Dunque la droga qui in Umbria e' bella, e' buona, costa poco...e uccide.E a nessuno sembra importargliene nulla di questa tremenda realta': apartire dal tossicodipendente che compra in Umbria quello che non sipuo' permettere nella sua regione, passando per lo spacciatore che nonsi fa remore di spacciare alla luce del giorno, tantomeno importa aimedia perche' ormai sono abituati a parlare di morti (vedi Meredith)ma non sono affatti abituati a parlare dei vivi da salvare.Intanto stasera c'e' un'altra puntata di Vespa sui "killer" di Meredith. Intanto stasera un altro giornale umbro stara' stampando untitolone sul "giallo di Perugia" o su "eurochocolate": intanto stasera un ragazzo morira' di overdose ma noi continueremo a far finta che nonsia un problema nostro.

Meditate umbri..meditate!


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Con una risposta che ha dell'incredibile << Credo nella sanità privata >> il Presidente USA Bush ieri ha posto il veto sulla proposta del Congresso di aumentare le tasse sul Tabacco per poi con il ricavato aiutare con assistenza gratuita del servizio sanitario i QUATTRO MILIONI di bambini malati ancora privi di assistenza. Io non sono un anti-Bush alla black block, ma quando si commettono ingiustizie è bene indignarsi.
La "sanità privata" tanto amata dai repubblicani costa in media ad un cittadino americano 400 Dollari al mese. Ci sono almeno 50 milioni di americani che non possono permettersi questo pagamento e che salvo pronto soccorso per emergenze non possono curarsi per alcuna patologia.

Per capire questa mentalità americana basta una mia piccola esperienza personale: un giorno incontrai un americano in un internet point vicino il Corso, si lamentava tanto del costo della benzina in Italia e mi disse : "Sai quanto paghiamo noi la benzina in USA? Tre volte di meno". Alché preso ad un iniziale sconforto per gli effettivi costi eccessivi poi però ho pensato ai soldi di molte tasse italiane -che in america non esistono- dove vanno a finire e gli ho risposto: "Sai che in America ci sono almeno 50 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà, sono analfabete e che non possono permettersi cure mediche perchè il vostro sistema sanitario pubblico è ridotto all'osso perchè pagate 3 volte di meno le tasse ?" il signore imbronciato se ne andò via sborbottando qualcosa in un inglese indecifrabile.

Che dire, questa volta Mr.Bush l'ha fatta veramente grossa condannando milioni di bambini a non avere cure mediche semplicemente perchè crede che chi ha una Carta di Credito ha diritto alle migliori cure possibili: chi non può permetterselo deve arrangiarsi perchè non è da "stile americano" farsi aiutare dalla cosa pubblica.
Ricordo che il fumo è la principale causa delle malattie ai polmoni per gli esseri umani e che in USA le multinazionali di tabacco guadagnano ogni anno miliardi di dollari che in parte poi vengono reinvestiti nelle campagne politiche dei partiti per poi ricevere magari dei "piccoli favori" politici come quello regalato ieri da Bush.


Newgol

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SULLE DIMISSIONI DI VELTRONI E LA DISFATTA DEL PD

Veltroni si dimette, è l'onda del centro-destra
'Sconfitti il 'nuovo che avanza' e i media italiani' [Commenti]
Come pronosticato Veltroni, colui che ha provato più volte a farsi vedere dagli italiani e dai media come "il nuovo che avanza", come l'Obama italiano, si è dimesso dopo aver capito che questo nuovo soggetto politico " il Partito Democratico" è nato dall'accozzaglia di troppe correnti di



pensiero che la pensano in maniera opposta, una alleanza tutta improntata nell'antiberlusconismo e su nessun programma elettorale.


Così il PD, che si vantava di essere stato il primo grande partito unico, che accusava il PDL di essere un semplice partito di unione di interessi...è crollato. Dunque affondano anche tutti i discorsi dell'unità tra diessini e margherita, tutti i presunti "vantaggi" sull'essersi uniti per primi, sulle Primarie (e anche nella nostra città ne vediamo un bell'esempio), sui discorsi buonisti fatti da Veltroni in ogni televisione e giornale italiano sull'unione di interessi del proprio partito.
Anche i media italiani, che da tempo si erano schierati con Veltroni, che pubblicizzavano il Veltronismo come "il nuovo che avanza", hanno subìto una grave sconfitta sia con la vittoria del PDL in Sardegna (tutti speravano in Soru come l'antiBerlusconi!!!), sia con le dimissioni ora di Veltroni: la Sinistra e i media si sono scontrati con l'ONDA (questa si vera, non quella degli pseudostudenti) del centrodestra che evidentemente ancora non si è affievolita e che anzi vuole ancora di nuovo rimarcare la profonda differenza tra una Sinistra disorganizzata, caotica e sempre in lotta per i posti di potere, e un centrodestra operoso, serio e che soprattutto sa fare leggi e riforme senza dover essere stoppato da qualsivoglia corrente o parte politica.


Anche i continui sondaggi commissionati da Repubblica, che non può esser certamente tacciata per giornale di destra, mostrano come il consenso sul Governo Berlusconi sia rimasto sempre al di sopra del 50%, un dato di consensi mai visto sin'ora in un governo italiano.


Con le dimissioni di Veltroni anche gli assetti locali potrebbero essere stravolti, e le correnti di Bersani, D'Alema e "compagni" torneranno alla solita lotta per la poltrona, mentre gli ex democristiani del PD staranno a guardare senza potersi riparare stavolta dietro ad una bella "margherita"- che ha avuto vita breve ma degna di rispetto - ma si ripareranno dietro ad una vecchia quercia nata sulla sabbia e destinata ad ingoiare chiunque tenti di avvicinarsi.





Lord Jack,

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http://www.spoletonline.com/?page=articolo&id=126557


Somma: la strada della morte
Fra triste realtà e strane leggende
E' ora di mettere in sicurezza la strada della morte. L'ennesimo grave incidente tra due autovetture poche ore fa. Non e'possibile fare grandi opere, sia a livello nazionale come il ponte o a livello locale con megaparcheggi abbandonati e scale mobili che deturpano il paesaggio
mentre abbiamo alle porte di Spoleto una delle strade piu' pericolose d'Italia. La citta' deve far sentire la sua voce per proteggere cittadini, turisti e le tante troppe persone (molti spoletini) che ci hanno rimesso la vita. Vogliamo finalmente rimboccarci le maniche per metterla in sicurezza prevenendo alte morti ? Vogliamo continuare a vedere spegnersi la vita di giovani ragazzi sulla Flaminia senza far nulla ?
Le forze di sicurezza sono anni che lamentano una certa non curanza da parte delle istituzioni della grave situazione di questa strada mortale e che occorre rivedere la viabilita' tra Spoleto e Terni e le soluzioni possibili sono tanto varie quanto chiare a tutti: doppia corsia in entrambi i sensi di marcia, uno spartitraffico, aumento della luminosita' della strada e riasfaltare le zone piu' pericolose. Purtroppo tutti gli appelli fatti alle autorita' locali e provinciali sono finiti nel vuoto. Le amministrazioni sono troppo occupate nel fare marciapiedi, quelli si vedono ogni giorno e portano voti..
Ma oltre al dramma dei morti, pensiamo anche all'ennesimo grave danno al turismo cittadino: come fa una citta' a vocazione turistica ad avere un sistema di collegamenti stradali e ferroviari cosi' dissestato e mal gestito ? I romani ormai hanno paura a venire a Spoleto: con il treno non si sa se riescono a tornare a casa visto la trafila che ci vuole per prendere biglietti e treni per Roma. Fare poi la "strada della morte", non e' che sia molto allettante per un turista che vuole godersi in tutta serenita'una vacanza in Umbria.
E poi come se non bastasse vecchie e nuove leggende si mescolano: la Somma prende nome probabilmente dall'antica presenza del Tempio del dio Summano che casualmente gli antichi celebravano "sacrificando" focacce di farina a forma di "ruote" (richiamo al sacrificio delle macchine?chissa'). Non solo la storia di Summano e' molto controversa: una divinità minore, ma molto aggressiva. Nel 278 a. C. si sarebbe manifestato un prodigio: una statua di Summano, che si trovava sul tempio di Giove in Campidoglio, ebbe la testa mozzata da un fulmine e scagliata nel Tevere, come se con ciò il dio volesse dire che pretendeva un tempio tutto suo; ottenne cio' che voleva e gli fu dedicato un tempio nel Circo Massimo. Dopo aver avuto il proprio tempio, pare che Summano si stacco' da Giove, per diventare uno degli dei Infernali. Insomma un dio che proprio si addice alla strada in questione, "infernale".
Infine una nuova leggenda vuole che quando le macchine sono a meta' percorso della somma (dopo 9 km da Spoleto per intenderci) il rumore delle ruote della macchina a contatto con l'asfalto porti all'emissione di suoni che sembrano lamenti. C'e' chi pensa siano i lamenti delle persone che hanno perso la vita in quella strada e che implorano di stare attenti.
Leggende certo, ma che sono anche il frutto di una frustrazione e di un sentimento popolare che si e' stancato dei tanti troppi morti di questa strada. E' ora di fare qualcosa una volta per tutte.

Michael Surace

Lord Jack,

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IL MAGGIO IRANIANO

http://www.spoletonline.com/?page=articolo&id=127482

Mentre in Italia si sta ancora dibattendo sulle veline del Premier il resto del mondo tiene il fiato sospeso per le gravi vicende che stanno accadendo in Iran. Il solito campanilismo italiano ha portato le vicende private del premier - dal divorzio alle feste - a monopolizzare la televisione italiana, le chiacchiere da bar



e i dibattiti politici in Parlamento infischiandosene del resto del mondo e degli ideali di democrazia e liberta'.


Dispiace poi non vedere, come accadeva fino a qualche anno fa, le "correnti pacifiste" che hanno sfilato durante altre situazioni - penso alla guerra in Irak, in Afghanistan o nei Balcani - durante il quale sembrava che tutta l'Italia, anche attraverso le bandiere arcobaleno, testimoniava il proprio orrore per le guerre. Dispiace ancora di piu' constatare ancora una volta che quei movimenti pacifisti si sono mossi (e si muoveranno ancora? Non si sa) solo nel momento in cui il paese in questione lottava o contro gli americani o contro Israele.


Ancora una volta si e' scoperta la vera natura di tali movimenti "pacifinti", che invece di richiamarsi all'ideale neutro della Pace, si rivelano per quello che sono: strumenti di partito.


In Iran si sta consumando una delle piu' grandi tragedie di lotta per la liberta' da Piazza Tien An Men: i giovani stanno cercando senza l'uso della forza di far valere i propri diritti di liberta', di voto e di pensiero. Il regime dal canto suo sta mostrando i muscoli e purtroppo già i morti si contano a decine. Il regime islamista deve fare i conti con una popolazione per l'80% giovane (un sogno per l'Italia!), che nonostante la censura agli organi di informazione è sempre più difficile da controllare. La crescente disoccupazione, le università monotematiche religiose, lo spettro della guerra sempre palesato dal governo hanno fatto il resto: i giovani iraniani si sono stancati di vedere un futuro sempre più nero.


Non chiedono molto, se guardiamo bene non pretendono neanche la democrazia, gli basterebbe un "regime illuminato", un po' come ha fatto il padre della Turchia moderna Ataturk che è riuscito a portare in Turchia il valore del laicismo, della libertà e dell'uguaglianza. I giovani iraniani vogliono che siano riconosciuti i reali voti presi dal moderato Mousavi, vogliono la libertà di pensiero, vogliono università libere dalla religione o perlomeno laiche, vogliono poter studiare all'estero senza compromessi, vogliono più diritti verso lo Stato e non solo doveri, vogliono studiare i grandi autori occidentali, navigare liberamente su internet, scambiarsi opinioni senza aver paura di essere rinchiusi in prigione e poi c'è la grande questione delle donne discriminate che tutti conosciamo, e molte di queste che per la prima volta per spirito di libertà erano in piazza a protestare, sono state le prime a farne le spese.


Ora che conosciamo tutto questo, che vediamo anche dai filmati che ci giungono dall'Iran la sofferenza di un intero popolo per una grande ingiustizia, quella di bruciare le ali ad una gioventù piena di speranze, speriamo che in Italia si parli meno di festini e più di ideali come la democrazia e la libertà dei popoli. Qualche politicante dice che ormai la politica degli ideali è finita: io dico che i politici vanno e vengono, gli ideali rimangono nella storia e impressi nel cuore di chi combatte ogni giorno per una vita migliore. Come stanno facendo i ragazzi iraniani che meritano tutta la solidarietà e il sostegno dei popoli liberi

Lord Jack,

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L'UMBRIA E IL DISASTRO SOCIALE (http://www.spoletonline.com/?page=articolo&id=128117, ilGiornale)

L'Umbria si conferma terra del disastro sociale: siamo l'unica regione d'Italia dove i casi di overdose e suicidio aumentano. Non solo, aumentano anche le ferite da arma da taglio. Questo e' l'allarme lanciato non da un uomo di partito della minoranza, ma dal professor Bussani ex primario del pronto soccorso del

Santa Maria della Misericordia (ex Silvestrini) di Perugia, un esperto del settore che in tanti anni ha vissuto l'evoluzione di questi tristi record umbri scaturiti da una dissennata politica sociale che ha fatto poco e nulla per arginare questi fenomeni. Il professor Bussani oltre a confermare il trend negativo su droga e suicidi denuncia un altro terribile primato umbro che si e' andato ad aggiungere proprio in questo ultimo anno: le morti bianche. Sono infatti in crescita in Umbria le morti per lavoro.

In Umbria, spiega il primario in un noto quotidiano umbro, si "respira il male di vivere", in qualsiasi eta'. Non solo, e' allarmante anche il fatto che la droga in Umbria sta dilagando sempre piu' tra i giovani e con gli spacciatori che vengono pizzicati ormai frequentemente davanti alle scuole rispetto alle "solite" zone presso le stazioni e parchi.

Questi dati dimostrano in modo ineluttabile il totale fallimento della politica sociale e di sicurezza messa in atto dalla giunta Lorenzetti: addirittura Napoli , con i suoi tanti problemi, ha registrato un dato migliore della nostra regione evidenziando una netta diminuizione delle overdose che registrano un - 44%, mentre da noi (unico dato in Italia) sono aumentate del 60%!. A poco servono le giustificazioni di locchiana memoria in cui cercando di nascondere le proprie colpe sul disastro sociale interpretato dalla sinistra umbra si cercava di far vedere un bicchiere pieno che in realta' non c'e' mai stato: far vedere questi dati in maniera "positiva" dicendo che "tanto sono dati che colpiscono pochi umbri, in quanto la maggior parte dei tossicodipendenti viene da fuori" non puo' certamente redimere l'operato scellerato di una amministrazione che durante le elezioni si riempe la bocca di parole come "lavoro", "salute" e "integrazione", mentre una volta finita la battaglia elettorale non fa nulla per la salute dei cittadini e per l'integrazione di chi viene da fuori con la popolazione locale. Una amministrazione che rimane impassibile quando si registra il record di morti per droga o quando cominciamo ad essere la regione d'Italia che in rapporto alla popolazione registra piu' morti sul lavoro non e' certamente una buona amministrazione.

Una volta "lavoro" e "salute" erano i cavalli di battaglia della sinistra "storica": oggi non sembra che questa sinistra riesca ad andare oltre alla parola "c" del vocabolario: quella del "capitale" visti i tanti intrighi scoperti dalla magistratura negli ultimi anni nei rapporti tra amministrazioni, imprenditoria e negli ultimi anni anche con importanti infiltrazioni mafiose.

L'inconsistenza della politica sociale in Umbria si vede anche nelle risposte che sono state date negli ultimi anni dall'amministrazione regionale per arginare questi fenomeni: per ovviare al problema delle overdose si e' provveduto a dotare il personale sanitario mobile del famoso "narcan", una droga ignettata al tossicodipendente nel momento in cui e' sotto overdose (quando si e' ancora in tempo). Questa droga - perche' questo e' - non fa altro che nei migliori casi salvare la vita al tossicodipendente ma mantenendolo comunque in uno stato di tossicodipendenza: dopodiche' il tossicodipendente viene portato in ospedale e rilasciato poco dopo, pronto per un futuro stato di overdose che prima o poi verra' ancora una volta. Il trend negativo che si sta delineando anche quest'anno per le morti di overdose - 2 casi registrati proprio qualche giorno fa - conferma l'inutilita' di questa soluzione in quanto non e' il "curare" la soluzione migliore ma il "prevenire". Prevenire vuol dire lotta allo spaccio, togliere l'offerta di droga in Umbria o perlomeno restringere ai massimi livelli i gradi di liberta' e di movimento agli spacciatori che oggi sono liberissimi di operare in pieno giorno magari in una piazza affollata di studenti. Il mercato umbro della droga risulta infatti risulta essere quello con il miglior rapporto qualita'/prezzo, un binomio che attira tossicodipendenti (e la malavita) da ogni parte d'Italia. Inoltre nella prevenzione e' importante garantire anche aiuto fisico e psicologico tanto ai tossicodipendenti quanto alle loro famiglie che comunque vivono una tragedia: in Umbria abbiamo tante comunita' cattoliche e laiche che fanno questo di mestiere ma che vengono troppo spesso ignorate dalle amministrazioni e soprattutto sono in costante difficolta' economica per portare avanti queste opere di solidarieta'.
Non importa se chi muore poi non e' "umbro" - giustificazione campanilista di chi non sa risolvere il problema - ma importa che gente da tutta Italia viene a comprare e poi morire nella nostra amata regione, che di questi record non ne ha davvero bisogno. Questo e' il dato che deve far riflettere ed e' questa la prova tangibile di una Sinistra che ha perso ogni legame con il territorio, con la realta' sociale e culturale umbra e soprattutto con i cittadini che non si sentono piu' sicuri in quella che una volta era una delle regioni piu' tranquille d'Italia.



ISTRUZIONE SEMPRE PIU' UN LUSSO A PERUGIA (http://www.spoletonline.com/?page=articolo&id=127775)

Diminuisce l'inflazione: vanno giu i prezzi dei generi alimentari, dei vestiti, della benzina. Questo sappiamo è dovuto alla crisi e alla conseguente diminuizione dei redditi.
Addirittura anche le tasse, sia statali che locali scendono: queste ultime per venire incontro alle famiglie in difficoltà, come ogni istituzione di interesse pubblico dovrebbe fare.

Ma non calano invece le tasse universitarie a Perugia, anzi per quest'anno si è deciso un aumento addirittura fino a 400 euro! L'Ateneo perugino dunque, in controtendenza con l'inflazione e con tutte le misure anti crisi adottate da Governo, istituzioni locali e aziende per venire in contro alle famiglie, decide di "combattere la crisi" aumentando spropositamente le tasse, facendo diventare l'istruzione di fatto "un lusso per pochi".
In questi ultimi anni inoltre gli studenti hanno visto diminuire sempre di più le borse di studio, il numero delle sessioni d'esame, hanno assistito passivamente a tante promesse mancate da parte dell'università: una fra tutti la totale informatizzazione dell'ateneo in modo da gestire esami e percorsi formativi tutto tramite il web, una grande facilitazione per i tantissimi studenti fuorisede.

Dunque si è deciso di far gravare sugli studenti i buchi dell'università. Nei momenti di crisi in realtà si dovrebbe "investire" sul futuro dei giovani in quanto solo loro possono veramente cambiare le cose in una società immobile, clientelare e in piena crisi economica. Ma se con questi aumenti addirittura anche i figli degli impiegati pubblici avranno difficoltà economiche ad iscriversi - così come rilevato da recenti sondaggi - sarà sempre più difficile per i giovani poter avere accesso alla massima istruzione, essere competitivi ed uscire dalla crisi.

Una istituzione pubblica dovrebbe guardare all'interesse collettivo e in questo caso l'Università dovrebbe salvaguardare il diritto costituzionale dell'istruzione anche e soprattutto a fronte di una crisi economica, eliminando ogni ostacolo economico e sociale. Tagliare le spese inutili, accorpare corsi, attirare più studenti e investitori, inserire dirigenti competenti che sappiamo veramente fare scelte strategiche giuste, al contrario di come si è fatto in questi ultimi anni aprendo corsi inutili e adoperando una politica dispendiosa di decentramento.

Nel frattempo alcune università italiane stanno adottando misure anticrisi come la rateizzazione delle tasse universitarie in 10 mesi a tasso zero (penso all'Università di Enna) di venire incontro agli studenti- come l'aumento delle sessioni di esame, la riduzione delle tasse per le studentesse madri con un certo reddito, maggiori esoneri per gli studenti lavoratori e tante altre agevolazioni per chi proviene da situazioni di disagio sociale.

Facendo un piccolo calcolo "locale", vedendo effettivamente come influirà nelle tasche delle famiglie spoletine questo aumento, tra abbonamenti autobus e treno (278 il primo e 225 il secondo) e il pagamento delle tasse da parte di una famiglia con una condizione economica "decente" come una ottava fascia dell'indice Isee - sono venti in totale, ma sembra che cambieranno di nuovo in modo da favorire le entrate - si arriva a pagare 677 euro con le tasse dell'anno scorso, subendo quest'anno un aumento di circa 300 euro - non prendo nemmeno l'aumento più alto - si arriva a pagare un totale di 1480 euro annui per l'università perugina. Ovviamente rimangono esclusi i costi dei libri, dell'eventuale affitto, e ovviamente moltiplicato il tutto per il numero di figli all'università. Sono cifre spaventose, che indurranno molte famiglie in tempi di crisi a rinunciare all'università. A questo punto neanche uno studente lavoratore riuscirebbe a sostenere una spesa del genere, di cui ricordo almeno 800 euro dovranno essere spese tutte insieme ad Ottobre all'inizio dell'anno. Questo problema colpirà tanto i neodiplomati che dovranno fare una scelta che inciderà molto sull'economia famigliare, quanto chi gia è in corso e probabilmente cercherà in ogni modo di reperire i soldi per mantenersi l'università, andando a fare uno o più lavori e rallentando così il suo percorso di studi e aumentando in questo modo il numero dei fuori corsisti.

Concludendo credo che l'aumento delle tasse non risolverà i problemi dell'ateneo perugino, se non nel breve termine tappando qualche buco: Perugia deve puntare sulla qualità dell'insegnamento non sulla quantità, e la qualità si vede anche negli studenti che si riesce ad attirare, a far crescere e soprattutto a "mantenere" in corso e a far laureare.
Spero quindi da studente che tanto gli universitari quanto la società civile riesca a far sentire la propria voce e a far cambiare idea al Rettorato in quanto questa non è la strada giusta da intraprendere per risolvere i problemi.

Lord Jack,

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